PROGETTO CENTRO MINORI

 

CONTESTO: in una metropoli come Roma si riflettono molti aspetti che caratterizzano il disagio giovanile e la situazione minorile deviante. L’offerta di servizi ai giovani è piuttosto limitata e le risorse disponibili lo sono ancora meno.

 

Nel caso della devianza minorile si ha a che fare con soggetti la cui identità è in formazione e nella quale l’influenza della famiglia, del gruppo dei pari e della scuola hannp un forte impulso educativo (o diseducativo). Pur non potendo affermare con certezza che la devianza si lega sempre in maniera stabile a dinamiche ed ambienti familiari “particolari” in presenza di questi si osserva un basso tasso di istruzione, una forte tendenza all’abbandono scolastico e a comportamenti asociali se non di vera e propria delinquenza.

 

Nel Lazio (dati ISTAT 2003) risultano denunciati 3.774 minori (uno dei dati più alti a livello nazionale) e tra questi la metà sono stranieri o nomadi la maggior parte per reati legati alla tossicodipendenza o definiti “comuni”.

 

La presenza di minori di origine straniera è uno degli aspetti dei flussi migratori e dell’immigrazione che merita attenzione, in primo luogo per la maggiore vulnerabilità connessa alla giovane età delle persone.

In secundis non si può ignorare il fatto che tra le nuove nascite nove nascite su cento sono figli di immigrati.

 

In questa categoria di soggetti si registra un maggior disagio dovuto a cause di carattere sociale, in particolare dalla condizione giuridica e di vita dei genitori.

 

Secondo il Ministero della Giustizia, considerando i singoli passaggi degli istituti, sarebbero circa 20.000 i minori coinvolti in atti illeciti. Un dato pressocché analogo a quello fornito dall’ISTAT che parla per l’esattezza di 23.825 minori a rischio in attesa di sistemazione, per lo più italiani.