Politica

A proposito di CASALE, ALESSANDRIA, e IL MONFERRATO

Il “ Monferrato” viene citato già da Boccaccio nella quinta novella (almeno mi pare che sia la quinta).
Narra Fiammetta della capocciata che il Re di Francia, un Filippo Augusto, si prese per la Marchesa del Monferrato, donna bellissima della quale si innamorò senza mai averla incontrata, per così dire: per chiara fama.
Spinto dalla passione riuscì a farsi invitare – fermandosi a Casale durante un suo viaggio verso Genova – a pranzo dalla Marchesa.
Come la vide, a tanta bellezza gli tremarono le gambe, se ne fece uno stisin addosso dall’emozione e, precorrendo con l’agile speme l’evento che lui intravvedeva come digestivo post-prandium, si sedette a capotavola.
La Marchesa – che aveva mangiato la foglia – lo trattò con molto onore facendo servire i vini del casalese , uno meglio dell’altro, che il Re gradì (pare dicesse – un po’ perché così è, ma forse anche molto per guadagnarsi la benevolenza dell’affascinante Marchesa – “ Sono meglio dei nostri francesi…”)
Però le portate erano solo a base di galline .
Il re di Francia, abituato ai patè, alle soupe ed ai potage francesi (Dio ce ne scampi!…) chiese se nel Monferrato venissero allevate solamente galline (senza gallo)
La Marchesa del Monferrato rispose di no; aggiungendo, a mo di metafora, che le donne, anche se differiscono l’una dall’altra per rigore o leggerezza e comportamenti, nella “sostanza” sono tutte uguali. (Tradotto alla buona “ Cerca pure da un’altra parte”…)
Filippo Augusto ingoiò amaro, trattenne la piva nel sacco, ringraziò a denti stretti per il pranzo e salì a cavallo dirigendosi con i suoi scudieri, che sorridevano sotto i baffi, verso Genova.

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IL LINGUAGGIO DI ALESSANDRIA E DANTE
Il linguaggio mandrogno non ha nulla a che fare, c’entra come i cavoli a merenda, con il Monferrino che è un linguaggio dolce ed espressivo; quello di Alessandria è un linguaggio che già Dante Alighieri qualificava, nel “De Vulgari eloquentia”, come “turpissimum”; peggio, sottolinea il sommo Poeta , c’è solo il romanesco.
Figuriamoci, il mandrogno con il Monferrino!….PUSSA VIA!!!

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CASALE , ALESSANDRIA E GUICCIARDINI…
Guicciardini narra nelle sue memorie, che nel viaggio verso Parigi dopo essere passato per Casale – “deliziosa urbe”- , si fermò ad Alessandra. E la trovò decisamente brutta, per così dire racchia, “essendo formata solo da periferie…”

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CONCLUSIONI E COMMENTO
Di fronte a GUICCIARDINI, non si può che stare con il cappello in mano e dire nulla.
Salvo che Alessandria, checché ne dicano i mandrogni e ”le trasmissioni della tivu, non ha nulla a che fare con il Monferrato. 
Che è, da sempre e solamente: CASALE…

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