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CARO PRESIDENTE DRAGHI PER LA SCUOLA VORREI…

Ha fatto bene il premier Mario Draghi a ricordare alla politica che il termine di riferimento per tutti deve essere il “futuro” e non soltanto il “domani”.

Occorrono scelte davvero in grado di aprire un nuovo corso per la società italiana.

Fa piacere poi sentire nel suo discorso che prima di tutto, prima ancora della transizione ecologica, occorre una transizione culturale e una profonda riforma del sistema scolastico.

In attesa che sia apra, io spero, un processo all’altezza di questa progettualità, mi permetto però di parlare anche un po’ di “domani ” per la scuola italiana.

L’emergenza, infatti, è così forte che non possiamo permetterci di aspettare e dobbiamo per forza costruire a partire da un primo mattoncino. Come avrebbe detto Cartesio, serve una “capannuccia” in attesa che si realizzi un nuovo “edificio del sapere”.

In prima battuta facciamo tornare a scuola al 100% tutti gli alunni delle scuole mantenendo la promessa della priorità vaccinale per gli insegnanti e tutto il personale della scuola compresi quegli over 55 pieni di acciacchi come il sottoscritto (più di 150.000) che altrimenti sarebbero scoperti.

Astrazeneca è autorizzata certo fino a 65 anni, ma solo per quei pochi davvero sani che si rintracciano in quella fascia di età. Senza una copertura integrale non sarà possibile fare nulla e ci troveremmo sempre scoperti sul fronte della sicurezza!

Non serve poi aumentare i giorni di scuola. Finanziamo corsi di recupero davvero ben costruiti per gli studenti in difficoltà da farsi in presenza in una scuola sicura.

Dobbiamo vaccinare anche i cervelli dall’ignoranza e far partire un grande piano di recupero delle conoscenze e delle competenze a partire proprio da quest’estate, aprendo le scuole ai ragazzi in difficoltà. Paghiamo però il giusto insegnanti disponibili, quei giovani che tante volte lasciamo a casa per tre mesi, per un grande sforzo collettivo che preceda gli esami e le verifiche di fine agosto.

Non dobbiamo svendere nulla e promettere promozioni per tutti come lo scorso anno, ma garantire davvero le opportunità di recupero per i soggetti fragili.

A settembre però cominciamo davvero la scuola fin dal primo giorno e facciamo classi un po’ più piccole aiutando soprattutto le scuole tecniche e professionali che stanno soffrendo di più per gli abbandoni.

Ma quest’anno, facciamo partire anche classi un po’ più ridotte rispetto alle norme che provocano le “classi pollaio”, laddove ci rendiamo conto che esistono situazioni molto compromesse come nelle realtà citate.

Il Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi manda già oggi, attraverso i giornali, messaggi molto chiari per la Maturità. Non perdiamo altro tempo e scriviamo subito le regole per fare chiarezza rispetto a formule che rischiano di essere scatole vuote se non ci sono circolari davvero chiare ad illustrarle. I maturandi chiedono rispetto.

Soprattutto però smettiamo di parlare di banchi e di sedie e proviamo a finanziare le Province italiane titolari delle spese scolastiche per le scuole superiori sulla partita “manutenzione scolastica”.

Ci sono edifici che perdono pezzi e situazioni ormai compromesse dovute non alle intenzioni dei manutentori, ma alla cronica mancanza di fondi. Ma alla scuola non serve soltanto che si riparino i bagni, ma un grande piano per ritinteggiare tutte le aule con colori caldi e moderni, un nuovo modo di gestire l’energia così come richiesto dai protocolli ministeriali per i privati.

Nello stesso tempo chiederei al Ministro di provare a proporre all’Associazione nazionale dei Comuni italiani (ANCI) un piano di chiusura dei tanti, troppi edifici scolastici mezzi vuoti (ce ne sono tanti anche in Monferrato) che richiedono forti esborsi da parte dei comuni, ma che oggi ospitano sparute pluriclassi sempre meno all’altezza della sfida dell’istruzione.

In compenso poi in questi giorni verifichiamo una pioggia di risorse a fondo perduto, non per le province, ma per i piccoli comuni! destinate alla ristrutturazione di edifici che si chiuderanno, causa crisi demografica, tra breve.

Il prossimo anno scolastico deve iniziare poi con un vincolo assoluto, non solo per il Ministro Bianchi ma anche per il Ministro Vittorio Colao: gli studenti italiano dovranno avere tutti prioritariamente rispetto al resto della società un PC e una connessione di rete personale e scolastica pagata dallo Stato con convenzioni specifiche con i grandi gruppi telefonici. Illusorio pensare che questo possa essere fatto autonomamente dagli istituti scolastici.

Ultimo, ma non ultimo chiederei al Ministro un grande piano per lo sport a scuola considerato che quest’anno, di fatto, siamo tornati a prima dei “Giochi della Gioventù”, ma abbiamo anche scoperto l’indispensabilità della socialità e del contatto fisico garantiti nella scuola dalla pratica sportiva. Senza contare poi l’importanza fondamentale dell’educazione fisica garantita dall’insegnamento di “Scienze Motorie” per la prevenzione di moltissime malattie quali l’obesità, vera pandemia giovanile di questo secolo.

Perché non realizzare allora palestre all’aperto in tutte le scuole italiane come complemento delle piccole palestre quasi sempre ormai fuori norma e poco appetibili sul piano anche estetico?

 

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