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Difesa del Consultorio Familiare

Sabato piazza Mazzini ha ospitato una manifestazione per la difesa del Consultorio familiare di piazza San Domenico. Da ottobre infatti non è più possibile usufruire di visite ginecologiche di prevenzione e cura senza impegnativa medica e pagamento del ticket. Donne Insieme, Mammeincerchio, Penelope Aps e diverse altre associazioni hanno manifestato perché gli aspetti di prevenzione e cura <rappresentavano – dicono Bruna Casati, Donne Insieme e Gabrielle Bionda, Avis – il punto massimo di autodeterminazione della donna>. Adesso a libero accesso, come specifica un comunicato dell’Asl, rimangono gravidanza, applicazione legge 194, visite preconcezionali, contraccezione, adolescenti, donne vittime di violenza. <Per il resto si dovrà andare dal proprio medico di base per l’impegnativa, prenotarsi al cup regionale, con i ritardi che questo comporta, e magari finire in una struttura molto lontana da Casale. Questa burocratizzazione non era nello spirito del consultorio, ottenuto nel 1978 dopo strenue battaglie condotte dalle donne>. In piazza Mazzini dove in breve si sono raccolte 170 firme per chiedere a Asl e Comune di tornare all’organizzazione precedente, anche l’assistente sociale Fulvia D’Addezio che per tanti anni si è occupata di Servizi territoriali e del consultorio, come altre attiviste dell’allora Collettivo femminista, i cui manifesti per il Consultorio erano presenti appesi al gazebo. Si manifestava anche contro la violenza sulle donne, vista la vicinanza con la Giornata internazionale dedicata a questo scopo. Con Medea L’hanno interpretata ragazze e ragazzi del Collettivo Teatrale Cet mentre varie artiste, tra cui AEno eseguivano disegni a tema.

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