Attualità

Estate con il Po in secca, sarebbe stato il migliore momento per i lavori di messa in sicurezza.

di Graziella Zaccone Languzzi

Poco meno di due mesi fa si è ricordato il 17° anniversario dell’alluvione che il 10 ottobre 2000 colpì i quartieri di Casale Monferrato: Oltreponte – Nuova Casale – Terranova – Casale Popolo: “pare” che un argine “collassò”, come sempre la verità fu mormorata, ma poi gli “omissis” da ogni direzione furono compatti, tipico dell’Italia “dei misteri”!  Quest’anno i disastri con vittime da maltempo, altrove, li abbiamo già visti. Basta una forte pioggia in un qualsiasi momento e all’improvviso fiumi in secca si rigonfiano d’acqua creando gravi danni. Prevenire invece di curare? Il 6 settembre gli organi di informazione ci mostravano un fenomeno definito eccezionale: “Qui nasce il Po”, ma l’acqua è sparita. Al Pian del Re la sorgente è in secca” e in secca era anche il Po che attraversa Casale. Su La Stampa del 19 agosto, Franca Nebbia, con un inizio di articolo che avrebbe dovuto sollecitare alle proprie responsabilità chi è preposto a questo tipo di sicurezza: “Quale migliore momento per realizzare lavori sui fiumi, quando il livello dell’acqua è al minimo?” Nel 2010 causa l’arretramento dell’argine a Cascina Consolata sul Po, di fronte al quartiere Nuova Casale, era stato comunicato l’avvio del cantiere: sono passati anni e nulla si intravede. In questi sette anni vi sono state tante enunciazioni, e dal bisettimanale Il Monferrato cito: 23/12/2016: “Dopo la piena del Po i lavori di disalveo e argine Consolata”. 26/03/2017: “Sicurezza: Cascina Consolata, la “storia infinita”. Quindi a marzo 2017 altro rinvio dei lavori e questo articolo inizia con questa frase: “Il bando non è pronto e i lavori per l’arretramento dell’argine in prossimità della Cascina Consolata non inizieranno prima del secondo semestre del 2017. Il ritardo nell’inizio dei lavori è giurassico, di ben sei anni! Tre milioni il costo degli interventi che potrebbe subire un’impennata”.  Da marzo 2017 il Po è ancora in secca e come ha scritto giustamente Franca Nebbia c’è stato il momento utile per fare quei lavori programmati. Per chi non lo sa, a Casale Monferrato nel settembre 2012 è stata aperta una sede AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) proprio nel Quartiere di Nuova Casale, a due passi dall’argine Cascina Consolata, e a pensar male in caso di esondazione forse loro sarebbero gli unici a venir risarciti dallo Stato visto che da tempo non viene più risarcito nessuno. E’ tempo di smetterla di gestire le situazioni solo quando ci sono emergenze, ed è tempo di portare avanti almeno i progetti già definiti.

 

Graziella Zaccone Languzzi cura la rubrica “le pagelle di GZL” pubblicata ogni lunedì da  www.corriereal.info  che tratta argomenti su personaggi e situazioni inerenti al territorio provinciale.

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