Attualità

Ex-Piemontese sta diventando un parco naturale

Continua la sensibilizzazione di Nuove Frontiere avversa alla paranoia ormai conclamata dell’Amministrazione in merito alla “bonifica” dell’area ex-Piemontese che impegnerà ben 3.450.000 euro di soldi pubblici. Al di là del fatto che questi soldi sono stati assegnati al casalese, sono pur sempre denari della collettività che dovrebbero essere spesi eticamente in modo responsabile!

Si riporta un nostro articolo pubblicato su “Il Monferrato” di venerdì 11 maggio 2018

Ex-Piemontese e Radames

Durante il Consiglio Comunale del 3 maggio scorso, convocato per approvare la prima variante del bilancio di previsione, quasi sottotraccia è stato approvato l’impegno di spesa per la bonifica dell’”ex-Piemontese”. Perché sottotraccia? Perché, salvo rarissimi interventi, nessun Consigliere è entrato nel merito di questo argomento, a volte è sembrato emergere un grande pressapochismo con scarsa cognizione di causa.

Sarebbe stato opportuno almeno consultare il quartiere che, in più occasioni, si è dimostrato contrario. L’associazione che rappresento, si è fatta portavoce di queste istanze e più volte si è soffermata su questa problematica ritenendola non opportuna per svariate ragioni. La più evidente è caratterizzata dalla natura del dover smuovere un enorme quantità di materiale composto da rifiuti di amianto cemento giacente sotto un’area ormai completamente sepolta da una compatta e rigogliosa vegetazione, anche boschiva nella quale è proliferata perfino una biodiversità faunistica non indifferente. In buona sostanza si tratta di movimentare, come da progetto, una superfice di 4.950 mq con uno spessore da 0,65 a 2,30 metri con fianco di 10 cm e con un volume da rimuovere di ben 10.665,64 mc. Dati che indubbiamente fanno riflettere! Non è per nulla certo dove dovrà avvenire lo smaltimento, poiché come si legge sui media locali la discarica cittadina è in fase di esaurimento.

Ciò che indigna è il costo dell’intervento, 3.450.000 euro. Più volte ci siamo soffermati sulla necessità di spendere una così importante somma che potrebbe essere meglio impiegata.  È vero, il Governo è stato molto generoso verso la Città mettendo a disposizione importanti fondi per la bonifica. Ci sentiamo dire: se non li spendi lo Stato non te li eroga, oppure: visto che ci sono spendiamoli. Siamo in totale disaccordo si tratta comunque di denaro pubblico dei contribuenti e non solamente casalesi. Rappresenta un fatto etico! Come se non bastasse, sull’area “ex Piemontese” si pensa di far sorgere, con un impegno economico di 2.500.000 euro, un faraonico campo di calcio. Si tratta oltremodo di un evidente anacronismo, ormai non si costruiscono più impianti sportivi in centri abitati, anche a causa del congestionamento del traffico che si creerebbe e con l’evidente disturbo acustico arrecato alle abitazioni limitrofe. Se sommiamo gli importi della bonifica e dell’impianto calcistico troviamo un totale complessivo esorbitante se lo raffrontiamo alle necessità di interventi che sarebbe opportuno effettuare a Casale. Cito un esempio improprio ma efficace: abbiamo organizzato una partita con la Nazionale Cantanti per raccogliere fondi per ristrutturare l’Hospice. Un investimento programmato per miseri 465.000 euro se li rapportiamo al costo dell’ex-Piemontese…

Ciò che maggiormente preoccupa è la salute della nostra collettività. Ricordiamo che a poche decine di metri da dove dovrebbe sorgere il cantiere troviamo un asilo comunale. Questo preoccupa! Nessun intervento di quella portata potrà considerarsi a rischio zero.

In Consiglio Comunale l’Assessore competente ha laconicamente affermato che la bonifica avverrà in assoluta sicurezza. Al che nell’udire questa affermazione non ho potuto non soffermarmi sulla nota collina Radames, quell’area tra l’ex campo della Ronzonese e la pista ciclabile dove fino a poco tempo fa era presente una baracca fatiscente. Il Comune alcuni anni fa accertò che quel rilievo era altamente contaminato da residui di amianto. Deliberò di evitare ulteriori scavi mettendolo in sicurezza permanente, rinchiudendolo con un muro perimetrale di contenimento, per essere ricoperto con terreno, con la successiva realizzazione di un’area verde in superfice. Gara d’appalto, affidamento e fallimento della ditta vincitrice! Il risultato è che da mesi la collina Radames risulta abbandonata. Gli scavi e gli sbancamenti eseguiti sono rimasti a cielo aperto! Nel frattempo giovani e adulti passeggiano e fanno running a pochi metri! Possiamo essere legittimamente perplessi quando si parla di lavori in sicurezza?

Tuttavia, che problema c’è! La natura che notoriamente è più intelligente ed accorta dell’uomo, ha provveduto a ricoprire, con l’avvento della primavera, l’area contaminata con un fitto manto erboso!

Perché non seguire l’esempio della natura (al netto dei fallimenti…)? Non sarebbe stato più opportuno trattare l’area ex-Piemontese con le modalità dell’estinzione prevista per la Radames?

Mesturini Pier Augusto Mesturini Nuove Frontiere per la difesa e il rilancio di Casale e del Monferrato

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