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I Gattopardi e la pista di atletica

Pubblicato su Il Monferrato de il 23 ottobre 2020

Più di due anni fa scrissi un articolo “I Gattopardi del Consiglio Comunale”, nel quale commentavo un dibattito svoltosi in sede consigliare in merito, tanto per non cambiare: alla pista di atletica leggera. Il tutto si concluse naturalmente con il rinvio ad un’apposita Commissione… L’oggetto della trattazione era relativa ad una mozione presentata mesi prima, firmatari gli allora Consiglieri di minoranza Federico Riboldi e Emanuele Capra, che chiedevano all’Amministrazione di impegnarsi alla realizzazione di una pista di atletica leggera a Casale. La mozione era piuttosto corposa, ben articolata e pertinentemente dettagliata. Rilevava “l’esigenza di una struttura regolamentare dedicata in via esclusiva all’atletica”, il valore della pratica sportiva propedeutica sia all’utenza individuale che di squadra, e così via. Veniva citato il Comitato, dato vita dall’associazione Nuove Frontiere (senza citarla!), sorto per la promozione della realizzazione di un campo di atletica a Casale, il quale aveva fornito al Comune un ventaglio di possibili forme di finanziamento. Inoltre la mozione riportava testualmente che “un’opera del genere consentirebbe di rilanciare tutto lo sport cittadino ad esso collegato consentendo l’organizzazione di eventi che coinvolgono rappresentative a livello nazionale e regionale con conseguente aumento di indotto anche per le strutture ricettive ed il commercio cittadino”. Principio veramente meritorio! La mozione si concludeva chiedendo al Sindaco e agli Assessori competenti di impegnarsi “ad investire nella struttura sportiva in premessa in coordinamento con il comitato promotore per il campo dell’atletica a Casale Monferrato al fine di realizzare un impianto adeguato e funzionale sia dal punto di vista strutturale sia da quello gestionale…”

Ottimi propositi che non lasciavano dubbi sulla sincera volontà degli estensori.

Facendo un balzo in avanti arrivando ai giorni nostri, si apprende ufficiosamente (o quasi), che l’Amministrazione sta pensando di rispolverare la vetusta pista del Natal Palli per coprirla con idoneo materiale sintetico…! Buona notizia? Quando mai! Il ripristino della pista al Natal Palli, da tempo immemore, è ritenuta inagibile da chiunque l’avesse visionata e valutata (senza secondi fini…). Cito autorevoli osservatori: uno di essi, a margine di una gara di calcio di Nazionale giovanile, rimase inorridito da una vaga proposta di recupero, si trattava di Giovanni Malagò presidente del CONI! Gianni Turino, da sempre sostenitore di un moderno impianto, in uno dei suoi memorabili articoli scrisse che Livio Berruti dopo un paio di sedute di allenamento al Natal Palli decise di interrompere i suoi propositi a causa delle curve troppo strette, affermando: “O metto il differenziale, o mi strappo…”. Andrea Desana, grande esperto di atletica leggera, più volte ha scritto e ricordato che Livio Berruti definì “la pista mignon” di Casale. Tanto per ricordare a chi dovrebbe conoscere la storia dell’atletica se non dello sport stesso, Livio Berruti vinse “solamente” la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma ’60 sui 200 metri piani, stabilendone anche il primato mondiale!

Ma come è possibile pensare ad una soluzione simile! Chi ha potuto partorire tale genialata? Come è possibile spendere denaro per una pista che non potrà mai essere omologata. Altro che gare ufficiali e ricadute economiche come prevedeva la mozione citata. Al limite si potranno organizzare meeting del “condominio”.

Mi è doveroso ricordare che nel 2017 a seguito di nostre pressioni nei confronti dell’allora Amministrazione venne sottoscritto una convenzione tra il Comune di Casale e l’associazione Nuove Frontiere nella quale quest’ultima si impegnava a fornire gratuitamente un progetto di fattibilità di un campo scuola di atletica leggera. Il progetto venne fornito, redatto dall’architetto Stefano Longhi di Torino, considerato uno dei massimi esperti in progettazioni simili e omologatore federale. Mi sembra, ed uso un eufemismo, una caduta di stile, da parte dell’Amministrazione, il non essersi confrontata con chi si era adoperato e impegnato per trovare una soluzione idonea ad una problematica che si trascina da decenni. Se poi la si vuol fare per accontentare qualcuno: allora non ci siamo capiti! E qui torno ai Gattopardi: “tutto deve cambiare perché tutto resti come prima”.

 

Pier Augusto Mesturini

Associazione Nuove Frontiere, per la difesa e il rilancio di Casale e del Monferrato

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