Sicurezza

Il controllo di vicinato

Il Sole 24 Ore – Quotidiano Enti Locali  – 22 gennaio 2019

Controllo del vicinato ma senza ronde

di Marco Panzarella

Una rete che nelle intenzioni è slegata da partiti e fazioni politiche, composta da volontari provenienti da ambienti e professioni differenti, riuniti da un obiettivo condiviso: lavorare insieme per la comunità e garantire la “sicurezza partecipata”. L’Associazione nazionale controllo di vicinato (Ancdv, sul web www.ancdv.it) è nata nel maggio del 2018 sulla scia di esperienze simili sperimentate in passato sia negli Stati Uniti che in altri paesi europei. Lo scopo è supportare le amministrazioni locali, le associazioni e i privati cittadini attraverso incontri che informino sulla prevenzione passiva. Quasi immediato il rimando alle note “ronde di cittadini”, ma stavolta c’è una struttura complessa, che può contare su una sede centrale a Roma e referenti presenti su tutto il territorio nazionale. Inoltre, l’Associazione organizza con cadenza annuale un congresso nazionale aperto ai soci, che ne finanziano l’attività attraverso il pagamento di una quota annuale. E che ogni cinque anni hanno la possibilità di essere eletti tra i membri del Consiglio direttivo, che a sua volta designa al proprio interno presidente, vicepresidente, tesoriere e segretario.

Il modus operandi di chi aderisce a questo progetto è semplice: in ogni provincia è presente un referente che coordina le attività del gruppo. Non si tratta, come avviene con le ronde, di presidiare il territorio ma di segnalare eventuali situazioni di pericolo a carabinieri e polizia, condividendo qualche riga di testo su un gruppo Whatsapp dedicato. Si pensi, per esempio, a un tentativo di furto in abitazione. Il vicino che sospetta della presenza di ladri, oltre a contattare le forze dell’ordine può digitare un messaggio sullo smartphone e avvisare in tempo reale il gruppo di cui potrebbe far parte anche il proprietario dell’appartamento. La sorveglianza diffusa può anche riguardare uno o più quartieri, con i residenti che si trasformano in sentinelle pronte a comunicare movimenti sospetti o situazioni di potenziale pericolo.

L’Associazione può contare su un comitato scientifico composto da professionisti esperti in svariate discipline. Insieme ad altre diciannove associazioni l’Ancdv aderisce all’European Neighbourhood Watch Association.

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