Sport

La “Regina” non può più essere l’ultima ruota del carro.

di Andrea Desana

Da Nuove Frontiere News Maggio 2017

La “Regina” non deve e non può più essere trattata come l’ultima ruota del carro !

Ma di quale Regina stiamo parlando? Trattando di Sport, quello vero per intenderci, stiamo facendo quindi riferimento alla ATLETICA LEGGERA che, se vogliamo, non solo dovrebbe rappresentare senza ombra di dubbio la regina di tutti gli sport ma in realtà “E’ lo Sport”. E questo perché la storia dello sport olimpico ce lo insegna a partire dalla olimpiadi greche per venire anche alle olimpiadi moderne nell’ambito delle quali tutte le altre competizioni giustamente assolvono al loro ruolo di comprimari, di discipline che si esprimono in giochi sportivi che vengono praticati da atleti con differenti propensioni fisiche (agilità, potenza, altezza, ecc…) e preparazioni conseguenti; ma tutti selezionati diversamente proprio dopo la prova madre dell’atletica leggera fatta sulla apposita pista.

E qui sta il nocciolo di ciò che vogliamo esprimere, ancora una volta e con rinnovato vigore, ovvero che  nella nostra città non può non esistere una pista di atletica leggera se veramente pensiamo di poter sviluppare una elevata mentalità sportiva con risultati conseguenti degni di Casale Monferrato. E questo, lo vogliamo nuovamente ribadire, assolutamente non in contrasto con le altre discipline sportive che vengono praticate ma anzi in stretta sinergia con le stesse che, da una selezione propedeutica finalmente possibile e da una potenzialità di allenamento all’aria aperta degno di questo nome, non potranno che trarre significativi ed indubbi vantaggi e benefici. Ovviamente, ma forse non è poi così ovvio, stiamo parlando di un impianto a sé stante, realizzato in un apposito sito, non certamente attorno ad un campo di calcio, ovvero là dove c’era la vecchia pista di atletica del Natal Palli, quella definita “Mignon” nei primi anni ’60 dal più grande curvista dei duecento metri piani della storia dell’atletica quale fu il mitico Livio Berruti (la stessa definizione ce l’ha confermata telefonicamente nei giorni scorsi lo stesso Berruti).

Biella, Ovada, Alessandria, Alba, Novi Ligure, Tortona, Novara, Vercelli, Asti, Bra, Acqui Terme, Ivrea, Settimo Torinese e così via: ma che cos’hanno di comune tra loro tutte queste cittadine? Dispongono di una o più piste di atletica per la valorizzazione dei propri patrimoni sportivi e delle loro forze giovanili, il che sta a significare che anche sotto il puro aspetto dell’investimento economico (perché di investimento si tratta e non di mera spesa!) la realizzazione di una tale opera risulta evidentemen- (…) (…) -te possibile e realizzabile solo che si abbiano le idee chiare, volontà politico-amministrativa e le capacità progettuali conseguenti. Tra l’altro il discorso non riguarda solo l’ambiente sportivo, che comunque sarebbe oltremodo sufficiente a giustificare il progetto, ma tutto l’aspetto sociale giovanile che, con una pista di atletica, potrebbe disporre di un importante valvola di sfogo e di serio impegno. Nell’ormai lontano 2009, otto anni or sono al termine della mia esperienza da Presidente della sezione casalese “(Frigerio) ora Manfredi–Caligaris” ed all’inizio di quello che sarebbe stato il mio ottennale ruolo di Delegato Regionale Piemonte e Valle d’Aosta dell’Unione Nazionale Veterani dello Sport (UNVS), così scrivevo sui giornali cittadini: “Mi unisco con forza a coloro che sostengono la realizzazione nella nostra città di una pista di atletica leggera in considerazione dei notevoli risultati che i giovani atleti casalesi da qualche anno stanno ottenendo a livello regionale e nazionale. Questi atleti sono poi ovviamente costretti a gareggiare per società sportive non casalesi, stimolando altri giovani atleti di quelle città più dotate di strutture ad emularli, tra qualche anno rivestiranno i ruoli di allenatori o trainer che lavoreranno proficuamente sempre per altre società sportive ed a favore dell’atletismo non casalese, provocando quindi per la nostra città una situazione stagnante di perenne non sviluppo dell’atletica e dello sport più in generale”. Il sincero auspicio è ovviamente quello di non doverci più ritrovare tra qualche anno ad affrontare lo stesso  problema senza che nulla sia stato fatto e non dover nuovamente argomentare di ciò che abbiamo cercato ancora una volta di esprimere e proporre alle amministrazioni ed alle associazioni sportive monferrine.

 

 

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