Attualità

Ladri professionisti in azione al Lavello di Ozzano

Sapendo che i ladri hanno nuovamente svaligiato alcune case dei miei vicini negli ultimi giorni, oggi ho parlato con uno di loro, svaligiato due volte negli ultimi tre anni.

Ci siamo intrattenuti per quasi un’ora e mi ha spiegato tutta la dinamica nel dettaglio.

In primo luogo i ladri sono entrati pochi minuti dopo che la famiglia era uscita per fare la spesa, quindi sapevano perfettamente che erano usciti e per quale motivo, e per quanto tempo si sarebbero assentati. Non può essere solo opera informativa di un basista del luogo, devono aver piazzato telecamere mimetizzate ed aver monitorato a lungo le vittime prima di colpire.

Sono entrati nonostante tutte le serrature di sicurezza e le porte rinforzate che il vicino aveva installato dopo il primo furto, hanno addirittura tagliato le inferiate di pre-accesso all’abitazione, probabilmente con un flessibile. Poi con la fiamma ossidrica hanno aperto la cassaforte e l’armadio blindato, nonostante entrambi fossero occultati da mobili e quadri, probabilmente devono aver usato un metal detector, dimostrando di essere tecnologicamente dotati ed aggiornati.

Hanno spostato e perquisito ogni mobile e selezionato accuratamente ogni oggetto, scartando quelli di scarso valore o non facilmente collocabili sul mercato. Si è trattato in pratica di un’accurata perquisizione a 360 gradi, senza trascurare nulla, non c’era un solo mobile ed oggetto della casa che non fosse stato rivoltato.

E’ evidente che quest’ultima banda non ha niente a che fare con le precedenti che hanno razziato in paese negli ultimi anni (le case tra la ferrovia e l’ex statale sono state tutte colpite, anche più volte), questi sono professionisti e se si stanno dedicando al Lavello (compresa la parte rivolta verso la collina), è indubbiamente un segnale inquietante e tangibile di come la situazione stia degenerando sempre più, tanto più che hanno colpito una casa già razziata in precedenza e da meno di due anni.

Più nessuno può ritenersi al sicuro in simili contesti di degrado e totale perdita di controllo istituzionale, i Carabinieri sono impotenti, per loro stessa ammissione, se anche per un colpo di fortuna li dovessero cogliere in flagranza di reato, sarebbero subito a piede libero e giudicati in contumacia ed andrebbero a colpire altrove. A parte che sarebbe impossibile catturarli tutti, perché deve trattarsi di una banda numerosa.

Mentre da noi si insiste con IL CONTROLLO DI VICINATO, che sono innocui effetti placebo ad alto contenuto teorico, che servono solo come deterrente per i dilettanti e gli sprovveduti, in località e comunità più evolute e coese della nostra (conosco diversi esempi in Lombardia ed Emilia Romagna) si ricorre da tempo all’associazionismo operativo formatosi internamente alla società civile locale, anche con finanziamenti pubblici regionali e locali. Si creano squadre di collaboratori volontari “generici” e in alcuni casi, se sono qualificati, anche “ausiliari” della Polizia Locale, che integrano con orari particolari i pattugliamenti degli agenti di Polizia Locale e dei Carabinieri, coprendo soprattutto le zone e gli orari che rimarrebbero scoperti, con un minimo di dotazione strumentale tecnologicamente aggiornata. Dove hanno applicato queste misure di presidio territoriale e comunitario, i risultati si sono visti. Dove ci si limita alla demagogia mediatica e populista, cioè Buon vicinato, Controllo di Vicinato, Videosorveglianza, ecc., i risultati rasentano lo zero, almeno con i professionisti del furto (quelli tecnologicamente dotati e che rubano in tempi programmati), al massimo si tengono lontani i ladri di galline.

La proposta di creare ausiliari (qualificati) di polizia Locale io l’avevo avanzata già ai primi anni ’90, dopo essermi consultato con il compianto amico e qualificato comandante di Polizia Locale dr. Giorgio Spalla, che mi aveva spiegato essere perfettamente fattibile, ovviamente dopo un’adeguata formazione e qualificazione istituzionale. Ma da noi si è sempre preferito l’autoreferenzialità e l’apparenza, il disimpegno e il bluff, come se bastasse mettersi una pettorina con una scritta sopra indicante apparenti qualifiche di vigilanza per essere e sentirsi un’autorità e agire da vicesceriffi e poter blagare e cazzeggiare andando a spasso sul territorio a scattar foto di rifiuti abbandonati.

Il tempo è implacabile e inesorabile nel suo impietoso realismo, rendendo evidenti, prima o poi, i bluff ed il cazzeggio, i nodi inevitabilmente verranno al pettine ed i problemi che si è solo fatto finta di risolvere esploderanno, esasperando gli animi.

Share:

Lascia un commento