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Nel 1963 si tennero le elezioni Politiche di Camera e Senato

Venni nominato dalla Corte d’Appello (come tutti) quale Presidente di seggio nella scuola fronteggiante la… ex splendida caserma Nino Bixio.

Il Presidente di seggio nominava quale segretario persona a sua decisione e scelta e così feci: scelsi uno più giovane di me molto sveglio e volitivo.

Sabato pomeriggio era previsto l’insediamento del seggio con gli scrutatori ed eventuali rappresentanti delle liste per tutte le operazioni preliminari previste da farsi.

Non conoscevo nessuna delle persone componenti il seggio. Breve cordiale presentazione. Nel seggio e/o appena fuori esso, si collocavano manifesti indicanti le liste: ciascun membro aveva qualcosa da osservare circa la maggior o minor visibilità di alcune di esse: alla fine si trovò un accordo definitivo.

L’indomani domenica mattina ci ritrovammo per la riapertura e per le votazioni. Occorrerebbero pagine e pagine per descrivere la situazione di quei due giorni. Ognuno faceva delle osservazioni più o meno fondate ed in ogni caso rallentanti le operazioni elettorali.

Narro in particolare l’aspetto che segue. Era previsto che venisse costituito un Seggio distaccato che si doveva recare alla Nino Bizio per raccogliere voti di militari che, per vari motivi, specie di infermità, non si erano recati nei loro Comuni: avevamo un elenco di circa trenta militari.

Poiché andai io con il segretario, si trattava di nominare uno che mi sostituisse quale presidente momentaneo nel seggio e qui la scelta diventava complessa perché, salvo forse il “liberale”, ciascuno degli altri componenti desiderava essere così scelto. Dovemmo… discutere non poco e per farla breve, alla fine nominai il rappresentante socialdemocratico.

E andammo alla Bixio, dove venimmo ricevuti con… tutti gli onori, circondati da sott’ufficiali e qualche ufficiale. Ci sedemmo, subendo l’offensiva delle domande più svariate, compilammo lì sul posto quella parte di verbale non predisposto in precedenza e consegnammo copia dell’elenco dei militari che dovevano votare e che il Comune ci aveva consegnato. Momenti di sbalordita incertezza e poi, credo, un capitano ci disse: “ma fuori vi sono almeno 100 militari che sono in fila, che devono votare e che hanno… preferito votare qui e non andare a casa! Tralascio le discussioni che ne seguirono, facili ad immaginarsi, ma alla fine ovviamente votarono solo quelli nell’elenco.

Il militare con la scheda a lui consegnata, entrava in una stanza del tutto aperta. Ad un certo momento il segretario mi disse: “ma lì altri possono andare a vedere quello che uno vota!!!” Mi alzai di scatto, dissi al segretario di… controllare e trattenere quelli che avevamo attorno. Mi precipitai verso la stanza ed in quel momento vidi un militare zoppicante e con un braccio al collo uscire sorretto da un altro che mi disse: “presidente, tutto fatto!” Da quel momento il nostro segretario si pose davanti all’uscio di entrata di quel locale impedendo di entrare chi non doveva entrare.

Stremati, anche per le tensioni, uscimmo mentre stava sopraggiungendo il rappresentante di una lista che ci disse: “venite perché là possono sorgere dei problemi”. In effetti piombammo sul seggio che era affollato da diverse persone in attesa di votare; infatti i membri rimasti nel seggio si erano accordati di sospendere le votazioni e di attendere il nostro ritorno.

Lunedì sera cominciò lo scrutinio, e qui non narro vicissitudini varie, con schede contestate, verbalizzazioni varie. Lo scrutinio andava in forte rilento quando attorno alle tre di notte il rappresentante socialdemocratico disse: “io devo assolutamente andare a casa perché ho le mucche da mungere!!”

Finimmo credo gli ultimi della città, dopo che dal Comune erano giunti ripetuti solleciti e voler… chiudere il seggio e consegnare in un modo o in un altro quanto dovevamo consegnare.

Che tempi!!! E poi, adesso, a pensare cosa era la Bixio in allora, quale “bellezza” architettonica, quale maestosa efficienza sotto l’aspetto costruttivo, quale importanza essa avesse per la nostra Comunità, e a quale distruttiva forma di inefficienza e di inutilità sempre più è avviata ad essere, un profondo senso di smarrito sgomento mi pervade.

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