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Perché abbiamo scomodato Giovanni Lanza?

Serviva una piccola provocazione per attirare l’attenzione sulle richieste regionali del Recovery Fund?

Dopo la lettera di Giovanni Lanza, ci sarebbe venuta voglia di continuare in forma scherzosa con la replica addirittura di Mario Draghi considerato il grande interesse nei confronti dei giovani e del sistema scolastico da lui manifestato nel suo intervento al Meeting di Rimini. Poi abbiamo pensato che si rischiava sui social di provocare qualche incomprensione perché, a differenza di Lanza, l’ex Presidente della BCE è ancora, e speriamo per tanto tempo, un contemporaneo! Nostra intenzione richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul silenzio assordante relativo alla progettazione regionale e provinciale dell’uso delle risorse abbondantissime (più di 10 miliardi di euro destinati solo al Piemonte!) del Recovery found. Considerato che questa città ha come punti di forza un sistema di grandi scuole realizzato nei secoli grazie all’impegno di personaggi illuminati come Clara Leardi o don Innocenzo Timossi  e considerato che esiste, oggi, concretamente, il rischio, a causa delle note difficoltà dei trasporti, che una parte di studenti che vengono da molto lontano non ci scelga più (cosa che dobbiamo assolutamente evitare!), sembrava giusto attirare l’attenzione sul fatto che da quel che si legge sui documenti regionali, a Casale, sono state destinate tante (forse troppe!) risorse rispetto a quel che serve ora e soprattutto in termini concreti di spesa e in cantieri realizzabili per le bonifiche dell’eternit e, invece, non è stato immaginato nulla sugli altri temi oggi fondamentali per la rinascita della città.

Perché se è vero che Casale deve, ancora più rapidamente di quel che sta avvenendo adesso, diventare la prima città deamiantizzata del mondo è anche vero che essa ha bisogno di trasporti ferroviari efficienti, di supporti formidabili per la nascita di un nuovo distretto industriale 4.0, di strutture a disposizione per un turismo dolce, di una nuova Biblioteca Civica perché fra poco ci troveremo in difficoltà con l’enorme mole di libri che custodiamo e, perché no?, di una riprogettazione radicale del sistema dell’istruzione superiore per quei giovani della città e del territorio che stanno soffrendo immaginando un Campus scolastico come quello di cui parla Lanza alla caserma Bixio. Oggi gli spazi costituiti da palestre, campi non soltanto destinati al calcio, ma anche ad altri sport, per la musica, per il teatro, per l’apprendimento di nuove tecnologie sono molto ridotti; penso, poi, a cosa sarebbe possibile fare anche collegandosi con l’Aeroporto e a corsi di formazione per una rinascita delle strutture sanitarie e assistenziali. Anche il vecchio nuovo Palazzo del Tribunale, d’accordo con l’UPO, potrebbe diventare una sezione staccata per farci davvero, come era stato promesso dopo l’abbandono di Casale, un momento di formazione di eccellenza e una Facoltà di Scienze della Formazione Primaria visto che in tutto il Piemonte mancano migliaia di insegnanti.

Non voglio in alcun modo, però, sostituirmi alla politica, ma sottolineo che questo è un momento fondamentale per comunicare che Casale vuole diventare una città in grado di affrontare la grande sfida della società della conoscenza e di una nuova cultura della sostenibilità ambientale coniugata con la crescita di occupazione sia nei settori industriali che in quelli turistici e scolastici. Ospitiamo da anni un premio Luisa Minazzi che ci configura con enorme efficacia quelli che potrebbero essere i nostri concreti obiettivi Per quanto riguarda il nuovo anno che, dobbiamo dirlo con forza, sarà senza Covid, esso vedrà protagonista non solo il sistema scuole, ma anche tutto il mondo cittadino. Abbiamo un’alternativa dinnanzi a noi: “quella che sta cominciando si può configurare come un’età simile alla Casale in cui a si sono costruiti muri e una Cittadella fortificata che poi sono state tutte abbattuti o a quella in cui sono state realizzate magnifiche chiese e sinagoghe, palazzi di grande splendore, una Biblioteca del Seminario tra le più ricche del mondo e si è pensato che Casale fosse davvero una Città d’Europa”.

Non so che cosa potremmo spiegare fra qualche anno ai nostri giovani nel caso non si riesca a far rinascere, ancora una volta, questa città, come avvenne dopo la guerra dei 30 anni, la peste e tragedie sicuramente molto molto più pesanti di quella che stiamo vivendo.

Noi siamo pronti ad affrontare la sfida. Buon 2021

Perché abbiamo scomodato Giovanni Lanza?

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