CulturaI pensieri di Gian Carlo CurtiStoria

ROMA S.P.Q.R. – Parte IV

ROMA CONQUISTA IL MEDITERRANEO

264-146 a.C.). Roma conquista il Mediterraneo: inevitabile lo scontro con Cartagine.

Cartagine, fondata nel IX secolo a.C. da Fenici (la Fenicia equivaleva all’incirca all’odierno Libano). Popolo dalla attività commerciale, intelligente e scaltro, dominava quella parte del Mediterraneo comprendente buona parte della Sicilia, la Sardegna, la Corsica, le Baleari, Malta ed altre zone. Costituzione aristocratica: un Consiglio eletto dai nobili di nascita e un Gran Consiglio eletto dai ricchi; Presieduti da due Suffetti in modo analogo ai due re di Sparta che detenevano il potere legislativo ed erano a capo della direzione dell’esercito, della giustizia, del governo in generale. L’Assemblea Popolare decideva sulle situazioni di straordinaria rilevanza. Il Consiglio dei cento uomini, composta dai gruppi familiari più importanti sorvegliava l’insieme contesto dello Stato. La Religione era cupa e crudele, il dio Mòloch.

Ad un certo momento conquistano Agrigento ed altre località e si orientarono su Siracusa che respinse ogni attacco con il capo Agatocle e con soldati detti Mamertini (figli di Marte). A Siracusa dopo vicende varie, venne eletto Gerone: i Mamertini allora si rivolsero a Roma.

La prima guerra punica (264-241 a.C.).

Roma interviene dunque in Sicilia e costringe Gerone ad allearsi con lei, si impadronisce di Agrigento e di Messina (che era nelle mani cartaginesi). I Romani costruiscono una flotta con ponti mobili uncinati (corvi) che bloccavano le navi talché i romani potevano combattere quasi fossero sul terreno. Il Console Duilio sconfigge i Cartaginesi a Milazzo (260 a.C.) e Roma porta la guerra in Africa, ma vicino a Cartagine Attilio Regolo viene sconfitto e preso prigioniero ( 255 a.C.), mentre il Console Lucio Metello sconfigge i Cartaginesi vicino a Palermo ( 254 a.C.): è nota la vicenda di Attilio Regolo (tradizione con qualche aspetto di leggenda) che inviato dai Cartaginesi a Roma, sconsiglia il Senato dal patteggiare con Cartagine, ma ritornò, come aveva assicurato, a Cartagine dove venne messo a morte in modo atroce: messo in una botte irta di chiodi e fatta rotolare giù da una collina.

Continuano le alterne vicende belliche, mentre i Cartaginesi con il condottiero Amilcare Barca ritornano in Sicilia ottenendo un forte successo vicino all’attuale Trapani. I Romani allestiscono un’altra flotta comandata da Lutazio Catulo che li sconfigge alle isole Egadi (241 a.C.) costringendoli alla pace.

La seconda guerra Punica (218-201 a.C.).

I cartaginesi, cacciati dalla Sicilia conquistano alcune zone della Spagna fondando la città di Cartagena, nemica di Sagunto, colonia greca, con la quale i Romani stipulano una alleanza. Intanto morto Amilcare gli era succeduto Annibale, condottiero straordinario vero genio bellico, militare, strategico come la storia ben narra, il quale si impadronisce di tutta la Spagna, meno Sagunto che, nel 219 a.C. capitola. Famosissima (con riferimento da Tito Livio) la frase “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, mentre a Roma si discute, Sagunto brucia, e che ancora oggi viene citata per indicare situazioni dannose o pericolose che non si sbloccano mentre nei… palazzi del potere si discute: ebbe così inizio la 2^ guerra punica. Nel frattempo nel periodo 241-218 a.C. Roma con Sardegna e Corsica, crea la seconda provincia romana (238 a.C.), conquista l’Illiria la odierna Albania ed entra in Oriente. Nuovamente dei Galli scendono verso sud, ma vengono sconfitti da Marco Claudio Marcello e così la Vallata del Po con il nome di Gallia Cisalpina divenne la terza provincia Romana (222 a.C.).

  1. a) Annibale in Italia (218 a.C.), anticipa i romani dalla Spagna, supera i Pirenei, evita un esercito romano comandato da Publio Cornelio Scipione nella zona di Marsiglia, passa il Piccolo San Bernardo e piomba in Italia: famoso l’attraversamento delle Alpi con gli Elefanti. Annibale sconfigge Publio Cornelio Scipione presso il Ticino (218 C.) e altro esercito romano comandato da Sempronio (218 a.C.) presso il fiume Trebbia: la cavalleria dei Numidi era rapidissima e agilissima, dotata di giavellotto e scudo leggero attacca i Romani, mentre nascosto fra i rovi e le canne del fiume l‘esercito del fratello Asdrubale li sorprende alle spalle. Come si vedrà Annibale scende verso Roma e spera di trovare la ribellione di popoli alleati a Roma, ma inutilmente: questa fu una delle cause della sua sconfitta finale.

Intanto il console Gaio Flaminio cerca di inseguire Annibale e si infila in una valle stretta nei pressi del lago Trasimeno. Una fitta nebbia riduceva la visibilità, improvvisamente la cavalleria e la fanteria di Annibale dalle alture si rovesciarono in un impeto travolgente sui romani i quali subirono ivi, Lago Trasimeno (217 a.C.), una terribile sconfitta: lo stesso Gaio Flaminio perì. Roma è a portata, ma Annibale, per riprendere forze, per tentar di agganciare popolazioni meridionali, per aver contatti con Cartagine, scende oltre Roma: questa scelta gli fu letale perché consenti ai Romani di riprendersi e prepararsi. Famosissimo il grido che in Roma echeggiava: Hannibal ad portas, Annibale è alle porte. In Roma viene nominato dittatore (ma sempre dal Senato: a differenza di chi è dittatore nel comune senso della parola) Quinto Fabio Massimo, detto il cunctator (il temporeggiatore) in quanto, molto prudenzialmente, non attaccava Annibale, limitandosi a disturbarlo.

Ma il Senato di Roma premeva e fremeva talché i due consoli Lucio Emilio Paolo e Caio Terenzio Varrone affrontarono Annibale e vennero duramente sconfitti a Canne (216 a.C.). Annibale aveva rivoluzionato il tradizionale sistema tattico-strategico dei tempi passati, aggirando l’esercito romano invece di un scontro di tipo frontale. Anche questa volta Annibale però non attaccò Roma. Scrisse Eutropio “in tanta sciagura nessun Romano si degnò di parlare di pace: Furono manomessi e fatti soldati gli schiavi, ciò che non era mai accaduto prima”.

Annibale riesce ad avere degli alleati in Sicilia e nella penisola, si allea con Filippo V di Macedonia, chiede aiuti al fratello Asdrubale dalla Spagna. Intanto Roma conquista Siracusa che dopo la morte di Gerone, si era a lei ribellata: qui morì il suo cittadino Archimede per mano di un soldato romano che non l’avrebbe riconosciuto. Grande scienziato e matematico, inventore delle leggi regolanti il galleggiamento dei corpi. Si tramanda: a) famosissima la frase che disse in greco” éureka”: ho trovato, appunto a proposito del citato galleggiamento, e l’altra frase: b) datemi un punto d’appoggio e solleverò il Mondo essendo riuscito a fa spostare una nave con una minima forza. Si narra altresì che avrebbe inventato degli specchi ustori con cui bruciare le navi dei Romani, oltre ad altre invenzioni.

Asdrubale intanto dalla Spagna attraverso la stessa via di Annibale, arriva in Italia, ma gli eserciti riuniti dei consoli Livio Salinatore e Claudio Nerone lo sconfiggono al fiume Metauro (207 a.C.): la sua testa viene gettata nel campo di Annibale. Intanto Cornelio Scipione (definito poi l’Africano) figlio di quello sconfitto, sbarca in Africa e si allea con Massinissa re della Numidia e nella pianura di Zama (202 a.C.) sconfigge Annibale anche applicando il tipo di scontro messo in atto da Annibale in precedenza e cioè l’aggiramento dell’esercito nemico: si chiude così la seconda guerra punica. Annibale in specie, ma anche Scipione l’Africano furono due strateghi e geni militari: occorrerà giungere a Napoleone ed alla invenzione della polvere da sparo per vedere nuovi veri rivolgimenti.

Roma effettua altre conquiste nel Mediterraneo orientale.

La terza guerra Punica (149-146 a.C.). Roma è decisa a cancellare Cartagine. Famoso il motto di Marco Porcio Catone: “Carthago delenda est”: Cartagine deve essere distrutta. I Cartaginesi prepararono in ogni modo possibile la loro difesa che fu disperatamente drammatica (le donne ad esempio si tagliarono le chiome per farne corde per archi, i templi trasformati in officine, etc. etc.). I Romani chiesero invano ai Cartaginesi di abbandonare la città che doveva essere distrutta. Cornelio Scipione Emiliano dopo un assedio spietato, la prese e la distrusse (168 a.C.): il territorio divenne provincia Romana e il Mare Mediterraneo fu definito “Il Mare Nostrum”.

 

(Continua – 4 di 6)

Foto in evidenza: Edouard Vimont (1846 -1930) Archimedes death (Wikipedia) 

 

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