Politica

Turismo penitenziario

Quante volte, si è discusso sull’importanza del settore turistico per il rilancio e la ripresa di Casale, si è parlato di turismo storico, culturale, ricreativo, consapevole, responsabile, religioso…, ma mai nessuno aveva pensato al turismo penitenziario…!

Sì, penitenziario! È quanto è emerso nell’incontro della settimana scorsa, organizzato dalla Lega, e riportato dettagliatamente su Il Monferrato di venerdì scorso. Il sottosegretario leghista alla Giustizia Morrone ha comunicato ufficialmente l’interesse del Ministero di realizzare nella ex caserma Nino Bixio un carcere penitenziario!

Casale sta faticosamente smaltendo la cappa opprimente della tragedia Eternit, a volte anche con eccessiva retorica che ha portato Casale ad essere conosciuta al di fuori dei suoi confini più per il dramma passato che città con una ricca storia e cultura votata legittimamente per il turismo, ci si domanda un penitenziario è coerente con il rilancio di Casale e del Monferrato?

Nel convegno è emerso che avere un carcere penitenziario avanzato, con carcerati che potranno beneficiare della semilibertà rappresenta una grande opportunità per la città fortemente penalizzata per importanti perdite di strutture ed uffici…

In effetti, come ben sappiamo, l’inventario di ciò che abbiamo perso, è troppo lungo da ricordare, ormai dovremmo elencare solamente quello che ci è rimasto: molto poco! È di questi giorni il possibile trasferimento (naturalmente…) ad Alessandria della Conservatoria dei Registri Immobiliari… Quindi aggrapparsi ad un carcere per la ripresa pare proprio una soluzione beffarda.

Secondo i dati ministeriali aggiornati allo scorso 31 gennaio, i detenuti nelle carceri italiane sono 60.125, di essi 20.309 sono detenuti stranieri, oltre un terzo della popolazione carceraria, mentre la capienza regolamentare è di 50.550 posti disponibili. Il carcere casalese, pare, dovrebbe ospitare 1.500 detenuti e 500 secondini… numeri certamente insufficienti sia per attenuare il sovraffollamento delle carceri sia per risolvere i problemi dell’occupazione casalese assumendo secondini…

Ma l’argomento più irritante è che ancora una volta una scelta che riguarda Casale debba provenire dall’alto (in questo caso Ministero e Demanio), senza che i cittadini né fossero interpellati né tantomeno coinvolti, con la supina accoglienza di partiti locali definendola “benvoluta”! Oltretutto la Nino Bixio ha di fronte una scuola e un parco giochi per bambini ed è collocata in un quartiere, Porta Milano, che da anni attende una riqualificazione.

Alcuni anni fa Lega e Fratelli d’Italia manifestarono franca opposizione alla notizia dell’ipotetico utilizzo delle Caserme Bixio e Mazza per l’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo, bollando come imposizione dalla Regione a tale eventualità.

Pensiamo a quali sono state le scelte sulla clinica Sant’Anna riconvertita dalla Regione per ospitare pazienti con disturbi neurologici, patologia che per la cui riabilitazione richiede ampi spazi sia interni che esterni, ma così non è… quasi nell’indifferenza generale!

E pensare che la Nino Bixio avrebbe potuto essere sede di Corte d’Appello e prima ancora Campus Universitario, e ancora, Nuove Frontiere presentò in Consiglio Comunale un insieme di suggerimenti su come adibire la struttura: sede delle Caserme per le Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, Archivio di Stato e ancora scuola media Trevigi e quelle strutture per le quali in città si intendeva ricollocare, come la Biblioteca. È mancata la volontà, più che politica, partitica. Ora il tutto è derubricato a carcere… ed al convegno l’esperto di turno ha parlato di opportunità che crea indotto alla città e di turismo penitenziario come avviene negli Stati Uniti e Parigi…! Cose fuori dal mondo!

Non ci resta che rimarcare l’importante apporto valoriale delle associazioni e raggruppamenti rappresentanti la società civile effettivamente slegate dalla partitocrazia libere da condizionamenti che raccolgono le istanze del cittadino e non le imposizioni dall’alto!

Se questi sono i presupposti del nuovo governo della città: “Casale, abbiamo un problema!” 

Pubblicato su Il Monferrato di venerdì 10 maggio 2019

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