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Anziani più tutelati e “umanizzati”

Fra una manciata d’anni le persone con più di 65 anni saranno un terzo della popolazione italiana. Un dato con cui sarà necessario fare i conti, ma che porta alla riflessione se nella nostra società gli anziani sono tenuti nel debito conto. Invecchiando aumentano le malattie croniche, degenerative, neoplastiche, ma “proprio per questo occorre costruire un’adeguata rete di cura e assistenza sul territorio “dice il sindacalista Luigi Ferrando segretario provinciale UilPensionati. Ma Ferrando si spinge ancora più in là, perché ritiene che “l’anziano non autosufficiente abbia diritto di invecchiare a casa sua, essendo portatore di un progetto di vita”. Ferrando non intende svilire o accantonare le case di riposo, ma proporre una presa in carico dell’anziano non autosufficiente da parte del sistema socio-sanitario con un progetto personalizzato. Ovvio che un’idea del genere, rispettosa dell’anziano, implichi investimenti adeguati, potenziando la rete territoriale di medici e infermieri, fisioterapisti, Oss che a casa offrano servizi.

“Si calcola – aggiunge Ferrando – che solo in Piemonte ci siano 50 mila anziani che non ricevono adeguato supporto socio-sanitario con costi elevatissimi a carico delle famiglie” E Ferrando punta gli occhi sul Mes, pensando a possibilità offerte dal Recovery Fund, che da una parte potrebbero essere usate per migliorare le Rsa, dall’altra per ottimizzare le cure territoriali e quindi l’assistenza agli anziani che vogliono rimanere a casa propria.

“Ovviamente si tratta di imboccare un’inversione della cultura nordeuropea rispetto all’anziano – aggiunge Ferrando – volta a fargli terminare la propria vita in un collegio-ricovero, anche quando, con qualche aiuto, ne potrebbe fare a meno”. È uno splendido obiettivo per il futuro, che purtroppo per essere applicato vedrà tempi piuttosto lunghi. Prima di tutto, perché attualmente le Asl e la nostra per prima, incontrano grandi difficoltà a reperire personale. Già sono state esaurite le graduatorie degli ultimi concorsi espletati in provincia e bisogna guardare oltre. Poi per le risorse. Se nel Paese si continua a tergiversare per i soldi del Mes, finisce che perderemo anche quelli!

 

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