Case e ospedali di comunità

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lI Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), approvato nello scorso aprile, prevede diversi interventi in campo sanitario. Tra questi interventi è prevista la realizzazione entro il 2026 di 1.288 Case della Comunità e di 381 nuovi Ospedali di Comunità.

Le Case della Comunità

Sono strutture sanitarie privilegiate per la progettazione di interventi di carattere sociale e di integrazione sociosanitaria.

In queste strutture, al fine di poter fornire tutti i servizi sanitari di base, lavoreranno in equipe il Medico di Medicina Generale e il Pediatri in collaborazione con gli infermieri di famiglia, gli specialisti ambulatoriali e gli altri professionisti sanitari quali logopedisti, fisioterapisti, dietologi, tecnici della riabilitazione e altri. È prevista la presenza degli assistenti sociali, che rafforzeranno il ruolo dei servizi sociali territoriali nonché una loro maggiore integrazione con la componente sanitaria assistenziale.

Secondo il PNRR, la Casa della Comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti sul territorio, in particolare ai malati cronici.

Costo delle strutture -> Il costo complessivo dell’investimento è stimato in 2 miliardi di euro. Ogni Casa della comunità costerà a livello strutturale e tecnologico circa 1,6 mln di euro. Ogni Casa della Comunità sarà dotata di 10-15 sale di consulenza ed esame, punto di prelievo, servizi diagnostici di base (es. ecografia, elettrocardiografia, radiologia, spirometria, ecc.).

Il personale -> All’interno della Casa della Comunità vi saranno 5 unità di personale amministrativo, 10 medici di medicina generale e 8 infermieri. Nel complesso serviranno 6.440 amministrativi e 10.091 infermieri in più. Queste figure professionali saranno assunte quando le Case della Comunità saranno diventate operative a pieno titolo, e quindi nel 2027 per cui il PNRR non prevede risorse per il loro finanziamento dato che il suo effetto si esaurisce nel 2026.

Prospettive e criticità –> La previsione delle Case della Comunità rappresenta un tentativo di riformare le cure primarie e quindi da questo punto di vista merita grande attenzione. Rimane insufficiente il lavoro di ricollocazione e ridefinizione delle sue competenze all’interno dell’attività del distretto sanitario. L’altra criticità delle Case della Comunità è relativa al personale della struttura. Le assunzioni del personale non sono previste se non a partire dal 2027 per cui, per tutto il periodo di operatività del Recovery fund, non saranno attivate.

Dal 2027 il finanziamento del personale rimane molto incerto dato che dei 661 milioni necessari per tutte le assunzioni previste viene indicata la copertura finanziaria solo di 94,5 milioni. Per il resto è previsto che il finanziamento necessario si ricavi da riorganizzazioni sanitarie che, per le loro caratteristiche, molto difficilmente metteranno a disposizione le risorse necessarie per le assunzioni previste.

 

Dal Pnrr arriveranno in particolare alla sanità piemontese circa 535 milioni e di questi quasi 133 per 90 Case della Comunità (8 di queste saranno finanziate con risorse della Regione). Entro la fine di febbraio la Regione invierà l’elenco al Ministero e vedremo a quel punto quali saranno gli interventi previsti per Casale.

 

Ospedali di Comunità

Sono strutture residenziali sanitarie della rete territoriale a ricovero breve e destinata a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media/bassa intensità clinica e per degenze di breve durata.

Tale struttura, la cui dimensione viene prevista in 20 posti letto (fino ad un massimo di 40 posti letto) e a gestione prevalentemente infermieristica, contribuisce ad una maggiore appropriatezza delle cure determinando una riduzione di accessi impropri ai servizi sanitari come ad esempio quelli al pronto soccorso o ad altre strutture di ricovero ospedaliero o il ricorso ad altre prestazioni specialistiche.

L’Ospedale di Comunità potrà anche facilitare la transizione dei pazienti dalle strutture ospedaliere per acuti al proprio domicilio, consentendo alle famiglie di avere il tempo necessario per adeguare l’ambiente domestico e renderlo più adatto alle esigenze di cura dei pazienti.

L’investimento si concretizzerà nella realizzazione di 381 nuovi Ospedali di Comunità per un totale di 7.620 posti letto che vanno ad aggiungersi ai 3.163 posti letto esistenti in tutte le Regioni italiane.

I costi di costruzione -> Il costo complessivo dell’investimento è stimato indicativamente in un miliardo. Per ogni nuovo ospedale di comunità si è ipotizzato un costo di realizzazione di 2.280.000 euro a cui si è stimato di aggiungere un 15% di costi per le tecnologie (pari a 342.000 euro per struttura), per un costo complessivo di 2.622.000 euro. Per la stima del costo è stata considerata una dotazione di 20 posti letto per struttura e una superficie per posto letto di 57 mq

I costi per il personale -> Nell’ospedale di comunità/cure intermedie lavoreranno un medico per 4-5 ore al giorno 6 giorni su 7, nove infermieri e sei OSS a tempo pieno, a partire dal 2027.

Il costo del personale per ciascuna struttura, è pari a € 628.000 per cui il costo complessivo del personale dei 381 ospedali di comunità è stato stimato in 239.268.000 euro che non fanno parte del PNRR e peseranno invece sul bilancio pubblico dal 2027

Prospettive e criticità -> La scelta del PNRR di potenziare gli Ospedali di comunità/cure intermedie è apprezzabile. Oggi, continuano a permanere difficoltà di dimissione dei pazienti che hanno terminato la fase acuta e la fase di riabilitazione intensiva, ma che necessitano ancora di un supporto sanitario ed assistenziale di una struttura sanitaria che completi il percorso di cura.

Le strutture per le cure intermedie/ospedali di comunità vanno proprio ad intercettare un bisogno effettivo del sistema sanitario italiano perché continuano a permanere sia le difficoltà di dimissione dei pazienti dall’ospedale, sia la necessità di garanzia della continuità assistenziale. Il potenziamento del nuovo sistema assistenziale va ad inserirsi in una rete di strutture e servizi (lungodegenza post acuzie, riabilitazione ospedaliera, RSA, strutture residenziali riabilitative, ecc.) già abbastanza affollato per cui la sua implementazione richiederà una attenta regolamentazione.

Per ultimo è necessario reperire per tempo, entro il 2026, il finanziamento (quello indicato adesso è inconsistente) per le assunzioni del personale degli ospedali di comunità. E occorrerà farlo per tempo perché poi bisognerà provvedere alle assunzioni, senza le quali le strutture realizzate non potranno essere avviate.

Per la costruzione dei 27 ospedali di Comunità la Regione Piemonte riceverà come finanziamento dal PNRR 66,4 milioni.

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