Disservizio dei treni e le proteste civili dei giovani

Sciarpa avvolta intorno al collo, zaino in spalle e violino portato a mano Matteo Philippe si avvia alla stazione con gli occhi assonnati di chi si è alzato alle 6 per prendere il treno delle 6,47 che lo porterà ad Alessandria, dove frequenta il liceo classico intitolato a Umberto Eco. È decisamente incazzato “Perché – dice – da quattro anni subiamo disservizi: o manca il treno o non si attende la coincidenza a Valenza. Così restiamo a piedi e dobbiamo chiamare qualcuno a casa per farci portare fino ad Alessandria. Ho lanciato una proposta sui social che è già stata raccolta da 500 persone: Non mostriamo più il biglietto al controllore, in segno di protesta. Non dico di non pagare il biglietto, che è illegale, ma almeno non mostriamo più il biglietto. Se saremo in tanti a farlo ci dovranno ascoltare”. Un primo risultato Matteo l’ha ottenuto: si è scomodata anche Rai Tre per fare un servizio poi trasmesso nel telegiornale delle 20 qualche giorno fa. E dall’Agenzia della Mobilità e da Trenitalia cosa arriva? La notizia che dal 10 dicembre tutto sarà risolto, perché la tratta non effettuerà più cambio di treno a Valenza. Troppo presto dire se funziona… lo si vedrà nel tempo.

Ma esemplare è il comunicato regionale in cui si annunciano novità eclatanti: treni supplementari per raggiungere luoghi dove si tengono mercatini di Natale! Era ESATTAMENTE la richiesta dei pendolari che ogni giorno sfidano l’alba per andare a lavorare o a studiare fuori Casale…

Insomma due piani diversi che non s’incontrano quello di chi sgobba tutti i giorni e quello di chi vive a un metro da terra.

 

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