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Forse mi sono stancata di accettare l’inaccettabile

Ospedale o confino? In data 30 settembre u.s. ho scritto all’URP dell’ASL AL una mail di cui ho ricevuto a stretto giro il regolare avviso di lettura, ma nessuna risposta. Questo il contenuto della mail:

“Vorrei la conferma che presso l’Ospedale Santi Antonio e Biagio & Arrigo di Alessandria sono possibili le visite ai degenti nei normali orari di reparto e con la sola prescrizione del possesso del green pass (così come confermatomi oggi dallo stesso) ed invece presso l’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato sussistono ancora le limitazioni del periodo covid con possibilità di visite ai degenti solo alcuni giorni e solo previo appuntamento.

Tale limitazioni sono previste anche in caso di ammalati gravi, che non siano autosufficienti certificati (ma lo siano nella realtà), e/o senza speranza di ripresa, in ogni caso privati della vicinanza delle persone care e viceversa.

Si tratta di regolamento che rende disumanizzante il percorso di malattia e peggio ancora l’accompagnamento alla morte.

Se confermate quanto espresso in premessa vogliate prendere in seria considerazione la revoca del provvedimento con effetto immediato.

Scrivo questa mail anche a nome di parenti, amici e conoscenti che hanno vissuto recentemente e tutt’ora vivono situazioni drammatiche appesantite dall’assenza di contatto/vicinanza.”

Ho letto recentemente su Il Monferrato le sacrosante recriminazioni di persone a cui è stato non solo negato il diritto di essere vicino ai propri cari nel momento della morte, ma la stessa è stata comunicata con COLPEVOLE ritardo alla famiglia.

Anch’io sono stata testimone recentemente di un ulteriore analogo episodio, questa volta occorso nel reparto Neurologia del nostro Ospedale S. Spirito.

Qualcuno dei “decisori” ha immaginato cosa avrebbe significato per loro l’impossibilità, per volontà di terzi, di essere vicino ai propri cari nel momento del distacco? Credo sia un pensiero che non li lascerebbe più.

In tutti questi casi di persone ricoverate, compresi quelli a cui facevo cenno nella comunicazione all’ASL AL, è stata preclusa l’assistenza o la semplice presenza ai familiari di degenti, spesso anziani, in seria difficoltà, quando non incapaci di intendere e quindi di gestire le necessità personali.

Non mi si venga a dire che 3 incontri settimanali di venti minuti possono sopperire e non si obietti che a causa del covid è necessario evitare i contatti, persino a familiari stretti. I visitatori venivano muniti di presìdi di protezione. Gli stessi presìdi potevano proteggere i visitatori anche più di 20 minuti!

Sono stati riportati sgradevoli commenti di corsia, del tipo: “se non ci sono i parenti in reparto possiamo fare quello ci pare” (l’espressione era più colorita).

Personale sanitario ha operato in ospedale per mesi senza essere vaccinato prima di venire richiamato dalla Direzione Sanitaria al proprio dovere. Non basterebbe chiedere il Green pass ai familiari? Ci stanno chiedendo il Green pass dappertutto, anche per i nostri scopi ricreativi; non basterebbe chiederlo anche ai familiari in visita nei reparti ospedalieri?

Concludo con: restiamo umani!

 

Pubblicato anche su Il Monferrato di venerdì 12 novembre 2021

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