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Il Marchese del Grillo e la propagandocrazia

Non avrei mai pensato di coinvolgere il Marchese del Grillo in argomenti casalesi. Più avanti sarò più chiaro.

Su Il Monferrato di venerdì 21 maggio scrivevo di pandemia di annunci, citando Diego Dalla Palma, aggiungendo che stiamo vivendo in una “propagandocrazia” o mania di “annuncite” come molti identificano questo periodo. Puntualissima è arrivata l’arringa del vice Sindaco Capra che curiosamente non mi contesta in merito alla pandemia di annunci, ma tira in ballo la tarantella della pista di atletica, accusandomi in parole povere di dire il falso. Si dilunga in una capziosa e lunga disquisizione sul valore originario del progetto “faraonico” donato, troppo costoso e non a step, e si concentra, come viene definito gergalmente, nell’osservare “il dito e non la luna”, citando inoltre anche fatti inerenti l’Amministrazione scorsa, di cui era all’opposizione…(?). Tralascio il dover ribattere puntualmente su tutte le sue affermazioni, lo invito a leggersi l’articolo sempre su Il Monferrato di venerdì 23 aprile 2021 pagina 8, che riporta un’intervista del bravo Mattia Rossi all’architetto Stefano Longhi, di cui cito solo un breve stralcio: “… non si è compresa la ratio: è un intervento per step e modellato su diversi tipi di esigenze, ma che nel contempo offre un impianto armonico e coordinato nella previsione di un’ipotetica prosecuzione degli interventi successivi”. Chiariamo una volta per tutte il nostro punto di vista: sfido a trovare quando io ho affermato che codesta Amministrazione avrebbe dovuto adottare una spesa economica di 3.185.000 euro per costruire una pista di atletica a Casale! Io ho sempre sostenuto che non sarebbe stato opportuno interpellare un consulente esterno (e ne feci anche il papabile nome) invece di interloquire con l’estensore del progetto già in possesso al Comune. Mi è evidentemente doveroso ricordare che un campo di atletica (che io ho sempre definito campo scuola) è “come deve essere”, con progettazione e caratteristiche uguali per tutti i campi… A mio avviso, e non solo, se si avesse dato mano al primo progetto, sfoltendolo dalla parte superflua (io stesso nel 2017 avevo suggerito preliminarmente di utilizzare gli spogliatoi del vicino PalaFerraris…), avremmo risparmiato soldi, i circa 40 mila euro stanziati, per la ricerca di un nuovo professionista, sono pur sempre derivati dalle tasse dei cittadini. Quindi avrò pure il diritto di manifestare la mia opinione, senza che qualcuno senta la necessità di piantare le proprie bandierine di vittoria. Dopo tutto questa Amministrazione, da principio non riteneva opportuna la pista, poi si parlò di una pista di 200 metri (?), poi la copertura in sintetico sull’attuale disastrata pista del Natal Palli, poi si era individuata l’area dove doveva sorgere l’impianto nell’area ex Piemontese. Ad ogni variabile abbiamo sempre ribattuto puntualmente, con motivazioni, con il risultato (e come più volte ripetuto, merito all’Amministrazione!)  che la pista si costruirà, nell’area Ex Zappatori come da noi indicato nel 2017, e con l’intervento dell’architetto Stefano Longhi, con il quale avevamo instaurato un ottimo rapporto sin dal 2017, che è proseguito nel tempo, come tutt’ora ed in futuro! Sono stufo di questa tarantella, pertanto non ne parlerò più anche se la querelle continuerà, parlerò solo in un confronto pubblico (ammesso che interessi a qualcuno, poiché ritengo che tutti abbiano da tempo compreso…).

Voglio segnalare tuttavia l’aspetto più grave dell’intervento del vice Sindaco Capra quando afferma, cito testualmente come è mia abitudine: “Ci riteniamo tuttavia altrettanto liberi, proprio in ossequio a quel concetto di democrazia che Mesturini ha voluto richiamare, di interpellare o confrontarci di volta in volta per la realizzazione dei nostri progetti con chi ha una legittimazione elettorale, con le forze di opposizione o da particolari competenze tecniche e professionali onde evitare anche di dare eccessivo credito a soggetti autoreferenziali e non rappresentativi di nessuno”. E subito aggiunge “Non è certamente il suo caso, ma non se la prenda…”. Vale a dire si getta la pietra e si tira indietro la mano… E qui ho sorriso rammentando ciò che sogghignano i miei amici romani, citando il Marchese del Grillo: “Io sono io, voi non siete un c….!” Complimenti caro vice Sindaco! Potrei essere offeso, ma non Io sono, anzi tranquillissimo, penso sia lei un po’ troppo teso e nervoso! È evidente che tra di noi sussiste un concetto di democrazia diverso. Nella sua arringa in merito ai suoi interlocutori citati si è dimenticato di citare i “cittadini”, e in questo caso non mi nascondo dietro la veste di componente dell’Associazione che ho l’onore di rappresentare, ne prendo atto da residente di questa città, come lo sono anche se non li conosco personalmente, Enrico Bruschi, Johnny Zaffiro ed altri ai quali ribatte puntualmente a ogni affermazione contraria alla sua. Pensi ad amministrare altrimenti la teoria del Marchese del Grillo potrebbe ribaltarsi!

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