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LETTERA APERTA ALLE AUTORITÀ

Come riportato alcuni mesi fa dalla Fondazione Umberto Veronesi, che a sua volta ha ripreso accreditati studi scientifici internazionali, il COVID-19 causa anche sintomi neuropsichiatrici, perché in alcuni casi colpisce il cervello, motivo per il quale è stato definito Neurocovid, alterando il comportamento di chi ne è afflitto. Alterazione comportamentale che si assomma a quello molto diffuso derivante dal grave stress psicosociale indotto dal lockdown e dalle sue innumerevoli ripercussioni sul piano economico, sociale, affettivo, famigliare, ecc., aumentando in taluni casi l’aggressività e i comportamenti antisociali.

È a questa causa che ho voluto pensare nel cercare in qualche modo di interpretare il fenomeno “antropologico e sociologico” che ho rilevato dalla fase successiva alla fine del primo lockdown e che perdura ai giorni nostri, ormai prossimi alle festività.

Mi riferisco al fatto (incontrovertibile) che il traffico in Località Lavello di Ozzano Monferrato, lungo l’ex statale Casale Asti (strada ad alta percorrenza, superiore mediamente alle 12-15 mila vetture giornaliere) è ulteriormente peggiorato, con una violazione sistematica del Codice Stradale. Sono considerevolmente aumentate le autovetture che percorrono il Lavello, (dove il limite sarebbe di 50 km/h essendo centro abitato su entrambi i lati) a velocità anche superiore di due volte il limite previsto, sfrecciando come se fossero in un autodromo, Ma come ho già avuto modo di scrivere in precedenza, e quindi evito di ripetermi pedissequamente, sono soprattutto gli autocarri a costituire non solo un pericolo per l’incolumità degli abitanti ma ad arrecare anche gravi danni alle abitazioni. Questo avviene perché transitando spesso a 70/80 km/h, con il loro peso, soprattutto se dotati di rimorchio, provocano una rumorosità eccessiva (un vero e proprio “frastuono”) e le vibrazioni scuotono le case come vi fosse un terremoto, l’inquinamento acustico diventa esasperato e intollerabile, anche nelle case dotate di serramenti di ultima generazione ad alto isolamento termoacustico.

Se si può essere tolleranti nei confronti degli automobilisti che superano lievemente il limite di velocità, che quasi non si sente il loro passaggio e non costituiscono un pericolo essendo tutte dotate di ottimi impianti frenanti, lo stesso non si può dire degli irresponsabili scriteriati che transitano ai 120-130 km/h e dei camionisti che transitano agli 80 km/h, il cui frastuono è simile a un treno che sta deragliando. Una situazione assolutamente inaccettabile in una società che voglia definirsi civile e che abbia a cuore le sorti della popolazione inerme, soprattutto in questo periodo nel quale è prevalentemente relegata in casa a causa delle restrizioni liberticide applicate per il contenimento del COVID-19.

Ritengo sia deprecabile e lesivo della loro dignità che gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, con la loro competenza, integrità e senso di responsabilità, debbano essere impiegati per perseguire cittadini che si dimenticano la mascherina o che escono per trovare un amico o parente di cui sentono la mancanza, e non siano destinati a controllare un fenomeno di sistematica trasgressione del Codice della Strada, come quello da me descritto, che costituisce un pericolo oggettivo e un danno collettivo da non sottovalutare.

Un tale fenomeno comportamentale, se non sarà represso istituzionalmente in tempi rapidi con i mezzi più appropriati (soprattutto tecnologici e permanenti), renderà sempre più paradossale e beffarda la situazione esistenziale dei residenti del Lavello (perlopiù anziani), particolarmente penalizzati, costretti a starsene rinchiusi in casa a sopportare coloro che, pur avendo la fortuna di lavorare e disporre quindi di un reddito (mentre molti l’hanno perso), non dimostrano il minimo rispetto per la qualità della vita dei residenti, che non solo è gravemente disturbata ma anche danneggiata nel valore patrimoniale immobiliare, perché le case inevitabilmente nel lungo termine subiscono danni strutturali particolarmente onerosi e di non facile soluzione.

Rimanere indifferenti di fronte a una simile grave situazione di disagio di un’intera comunità locale aumenterebbe ancora di più la già molto accentuata dissociazione cognitiva e relazionale tra la società civile e le istituzioni che non solo dovrebbero rappresentarla ma soprattutto proteggerla curandone gli interessi.

Colgo l’occasione per porgere cordiali saluti e manifestare la mia profonda solidarietà a tutti gli abitanti del Lavello.

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