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No alla zona di sosta auto nel parcheggio del Tribunale

Leggiamo che il Ministero della Giustizia ha accolto la richiesta del Comune di Casale Monferrato di poter utilizzare lo spazio retrostante l’edificio che è stato la sede del Tribunale. Bene. Finalmente uno spazio che si apre all’uso dei cittadini. Una bella notizia, si sarebbe detto. Se non che, più avanti, si legge che l’Amministrazione intende utilizzare il cortile per “adibire tale spazio a zona di sosta e di parcheggio autoveicoli”.

Casale è una città la cui architettura, di cui il Tribunale inserito nel centro storico e provvisto di un giardino disegnato per accogliere abitanti e cittadini, è uno storico esempio che testimonia il passato da Capitale del Monferrato. È una città che intende essere capofila nella crescita di un territorio e che pertanto deve pensare in maniera lungimirante, distinguendo le diverse funzioni urbanistiche che garantiscono la vivibilità dei quartieri.

Vedere in ogni spazio vuoto un parcheggio appare dunque una possibilità sbagliata in partenza.

Invece di spostare gradualmente le auto fuori dal centro storico ampliando la ztl, favorendo così un altro tipo di mobilità ambientalmente sostenibile, si predispongono nuovi spazi per parcheggi in una zona centralissima già congestionata dal traffico e con in bella evidenza le campane per la raccolta dei rifiuti il più delle volte abbandonati tutt’intorno a terra.

Siamo decisamente contrari a trasformare il cortile del Tribunale in un piccolo parcheggio.

Pensiamo che il cortiletto debba diventare, come anni fa era stato proposto da persone residenti nel centro, un luogo dotato di panchine, al di fuori del traffico della piazza adiacente, dove poter organizzare piccoli eventi letterari, musicali e teatrali ma soprattutto dove potersi godere il tempo libero in un contesto caratterizzato da tranquillità, verde e bellezza del contesto urbano.

Non abbiamo perso tutte le speranza. Chiediamo che il Comune di Casale Monferrato riveda la sua decisione e faccia un bel dono ai cittadini casalesi che amano vivere la città percorrendola a piedi e/o in bici e non un regalo ai pochi automobilisti che, inquinando ulteriormente, riuscirebbero a infilarsi con l’auto dentro quel piccolo cortile magari dopo aver fatto due o tre giri intorno al monumento del Rattazzi in cerca dell’agognato parcheggio.

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