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PNRR, perché tante disparità tra comuni della Provincia?

Nazionale di Ripresa e Resilienza, PNRR comincia a produrre i suoi effetti. È recente la notizia che alla Provincia di Alessandria arriveranno risorse per oltre 34 milioni di euro che saranno ripartiti tra settantatré comuni del territorio. Risorse finalizzate alla realizzazione di progetti sul rischio idrogeologico, la messa in sicurezza di strade, il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici pubblici, delle scuole e del territorio. È certamente una bella notizia ma sarà necessario non abbassare la guardia affinché queste risorse siano spese in modo efficiente e in linea con le direttive della Next Generation E.U. (NGEU) che, com’è utile ricordare, è il piano predisposto per la ripresa delle economie nazionali europee, gravemente provate dagli effetti della pandemia di Covid-19.

Leggendo l’elenco dei comuni beneficiari e delle relative risorse destinate, al cittadino comune sorgono spontanee alcune domande riguardo all’elenco stesso e, ancor di più, se con le risorse disponibili esistono le condizioni per realizzare obiettivi in linea con la transizione ecologica e la transizione digitale, due obiettivi cardini per rilanciare l’occupazione e l’economia del Paese.

Una prima domanda riguarda la scelta dei criteri che hanno determinato la scelta dei progetti e quindi dei comuni beneficiari. È auspicabile che tale scelta sia stata orientata da criteri oggettivi, di riconoscimento della qualità dei progetti e della capacità realizzativa dei medesimi.

Una seconda domanda riguarda il perché tanti comuni sono stati esclusi (alla provincia di Alessandria afferiscono quasi 190 comuni). Più in dettaglio, sono stati esclusi per la scarsa qualità dei progetti presentati? O, addirittura, sono stati esclusi perché non hanno presentato alcun progetto?  Ancora nell’elenco si riscontrano piccoli comuni con cospicue risorse assegnate e comuni più grandi con meno risorse assegnate. È auspicabile che l’elenco si sia determinato per la qualità dei progetti e non, come spesso succede, per la prossimità di altolocati politici nazionali vicini al potere decisionale.

Una terza domanda riguarda la possibilità che nell’elenco esistano progetti condivisi piuttosto che confinati nello spazio dei piccoli comuni. È auspicabile che i progetti premiati siano espressione di una volontà collettiva di territorio allargato, piuttosto che iniziative che mirano a curare l’orgoglio del proprio campanile. La parcellizzazione del territorio corrisponde spesso al frazionamento delle idee, che vanifica, il più delle volte, la possibilità di realizzare progetti grandiosi e condivisi.

Queste domande, naturalmente, non riguardano soltanto Alessandria e la sua provincia, ma sono domande che interessano l’intero territorio nazionale. Le opportunità offerte dal PNRR non possono essere sprecate, sono risorse che servono per rinnovare le strutture dell’Italia e concretare una visione del futuro all’altezza delle nuove sfide che attendono il Paese. Occorre essere consapevoli che le risorse messe a disposizione dal PNRR non sono una novella Bengodi, pronti per un nuovo attacco alla diligenza, ma un’occasione, forse l’ultima, per ricostruire una nuova idea di Paese. Infatti, occorre ricordare che per quanto riguarda l’Italia, questo strumento garantirà risorse per oltre duecento miliardi di euro, di cui una parte minoritaria sarà a fondo perduto e la parte maggioritaria sarà finanziata in forma di prestiti. Dunque debiti che andranno ad alimentare l’enorme debito pubblico nazionale. Questa situazione, già critica, imporrà che gli interventi debbano mirare a una crescita strutturale dell’economia per ripianare l’enorme debito pubblico. Continuare ad aumentare il debito pubblico è come acquistare a un costo stracciato quote di benessere dalle future generazioni. È come ipotecare il futuro dei nostri figli per soddisfare, talvolta, necessita superflue. Uno schiaffo imperdonabile per la Next Generation.

AlessandriaRisorsePnrr

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