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Ricordando la Banda Tom

L’ha scoperta lo storico Sergio Favretto facendo una visita il 15 gennaio alla lapide dei partigiani della Banda Tom alla Cittadella. Era il 77° anniversario dell’eccidio dei “Banditi” casalesi, capeggiati da Antonio Olearo, e Favretto, come altri antifascisti, ha portato il suo saluto ai dodici di Tom e a Harry Albert Harbyohire, fucilato con loro. A terra un commovente ricordo firmato “Gruppo Scouts di Casale”: 13 lumini bianchi e qualche fiore rosso in segno del sangue versato. <È un pensiero di ragazzi dai 5 ai 14 anni – dicono Carla Ice e Ernesto Berra, responsabili del Gruppo – per non dimenticare la nostra storia e crescere con i valori dell’antifascismo nel cuore>. La cerimonia ufficiale avverrà sabato 22, al castello e in Cittadella, in forma ridotta per il Covid. Ma a ben guardare oltre a quel simbolo lasciato dai ragazzi, due figure-sentinella facevano la guardia alla lapide: di qua la partigiana Enrica Core, di là Germano Carpenedo, ex presidente del Comitato unitario antifascista. Entrambi morti l’anno scorso, lasciando un grande vuoto. Sorridenti però, nel vedere che il testimone che ci hanno lasciato è finito in buone mani, quelle di giovani coscienze pronte a raccogliere la loro eredità ed esempio. Ed ora altro appuntamento al ghetto ebraico per la Giornata della Memoria, altro dolore con 13 milioni di vittime ebree consumate sul concetto della superiorità ariana. Che quel testimone voli alto per coscienze sempre più ferme a contrastare soprusi, diseguaglianze, oppressioni, povertà, guerre. Con la vittoria sul Covid è l’augurio migliore per il 2022!

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