CulturaI pensieri di Gian Carlo CurtiStoria

Ricordo di Don Aldo Ferrarino

CONVEGNO FUCI NORD OVEST PIEMONTE LIGURIA LOMBARDIA

Dunque negli anni ruggenti e tumultuosamente attivi, operosi, per discussioni su temi religiosi e comunque sfondo religioso non solo, Don Aldo Ferrarino costituì in Casale Monferrato la Sezione della F.U.C.I. (Federazione Universitari Cattolica Italiana) con i primi due componenti: Francesco Boverio, presidente, Giancarlo Curti (più giovane di Boverio per due mesi) vice-presidente. Poi si aggiunsero alcuni altri fra cui Luigi Bo, Sergio Teruggi: tutti ovviamente non come MGS, ma appunto Universitari e poi Laureati Cattolici.

La FUCI di Casale presto assunse un livello di notorietà e rilevanza con studenti di pochi anni a seguire tanto che Pier Cesare Bori venne nominato Vice-Presidente Nazionale: ovunque si avevano contatti con persone di fuori Casale, era un coro d i elogi.

Nei primissimi tempi – non ricordo l’anno – La FUCI zona Italia Nord-Ovest (Piemonte – Liguria – Lombardia) organizzò un Convegno che passò anche alla storia per l’eccellenza dei Personaggi religiosi e non religiosi che vi parteciparono e per una organizzazione strabiliante. Boverio ed io trovammo alloggio in un elevato Albergo della zona (con colazione, pranzo e cena) ad un corrispettivo irrisorio, Don Aldo venne sistemato presso un Convento di Suore. Dico “sistemato” perché quando vedemmo il Convento (posto e giardini molto belli) e lodammo il luogo, Don Aldo disse: sì sono proprio stato… sistemato! In effetti aveva Lui degli orari per entrare ed uscire e dopo cena a… nanna presto!!! Mi pare andammo da Lui un paio di volte ed in una passò a breve distanza una suora al che il Don disse sottovoce (senza cattiveria, ma con certa bonaria ironia): quella lì comanda tutti!

La domenica era il giorno clou. Messa ore 11 in Duomo a Varese celebrata dal Cardinal Montini (il futuro Paolo VI). Boverio ed io la sera di sabato avevamo girovagato un po’ e poi in Albergo seduti e chiacchierato; andammo a dormire non presto: grande letto matrimoniale!

Il giorno dopo alle ore 10,30 guardai l’orologio e balzando su dissi: Francesco, sono le 10,30 e lui, dopo un attimo mi rispose: adesso non facciamo più a tempo ad andare a messa! E stemmo ancora qualche po’ nel letto. Poi ci alzammo, colazione ed andammo in Duomo mentre la gente usciva (gli Universitari erano una enorme folla). Mentre la gente usciva, noi ci facemmo largo entrando e facendo finta di… cercare Don Aldo, non dopo aver chiesto ad un paio di universitari cosa aveva detto Il Cardinal Montini! Nel turbinio di chi usciva avvistato Don Aldo lo raggiungemmo e la nostra frase fu: Ma Don Aldo dove eri? Lui restò un momento di stucco, poi ci… accusò di non essere andati a messa perché ci aveva cercato dappertutto, al che noi gli accennammo cosa aveva detto Monsignor Montini e la cosa fini lì, ma Lui continuò a dire in seguito che noi non eravamo andati.

Il Convegno si concluse quella domenica con la messa del Cardinal Montini. Dovevamo liberare la grande stanza dell’albergo entro il primo pomeriggio (non ricordo l’ora). Eravamo andati tutti e tre insieme in treno e similmente avremmo dovuto tornare. Don Aldo aveva tutto il piano dei treni per ripartire subito. MA…!!! Ma a Varese alla sera in un cinema o teatro si esibiva la famosissima Wanda Osiris e la sua rivista e noi, invece, avevamo deciso di andarvi. Per ragione o per forza dovemmo dirlo a Don Aldo e… non vi dico la reazione: la Rivista!!! E poi mi lasciate tornare solo!!! Amici, a quei tempi, per il… meglio dei cattolici, la…. Rivista!!!

Ci eravamo preparati ad essere assolutamente decisi e così fu. Noi dopo aver gironzolato per Varese con sosta in un paio di caffè (caffè, non… bar!) fino a tardi pomeriggio, andammo al Cinema teatro: tutto occupato, trovammo due biglietti in alto sul loggione in fondo, dove non si sentiva nulla e si vedeva ben poco e stemmo in piedi. Usciti a mezzanotte, ci siamo detti: adesso andiamo in un caffè e stiamo lì fino mi pare alle 6 del mattino perché non vi erano treni prima. Ma gira di qui, gira di là, non trovammo un caffè aperto: tutto chiuso Varese!!! Poteva essere l’una e mezza. Andiamo alla Stazione e stiamo lì fino alla partenza del treno: ma la Stazione era chiusa; mi par di ricordare che aprisse alle 4: suonammo ma nessuno rispose. Perché il problema non era quello di aspettare, ma il fatto che nella notte precedente era nevicato, faceva un freddo cane e… da poiché il Convegno era a metà aprile (mi pare, ma forse oltre) noi avevamo vestiti pochi e leggerissimi, un maglioncino.

Che fare? Francesco Boverio ebbe una idea, andiamo al casello dell’Autostrada (là c‘era già) e chiediamo se ci fanno entrare senza neppure sapere bene come poteva essere questo casello. Andammo: l’impiegato aprì appena, appena uno spiraglio, sentì e rispose che non poteva farci entrare (ovvio!). Ritornammo in centro Varese. Si era alzato un venticello forte e freddissimo, ci riparammo (si fa per dire) con la schiena appiccicata ad un portone chiuso per cercare di evitare in parte il detto vento. Nel silenzio assolutamente tombale, vedemmo un paio di guardie notturne in bici che si diressero verso di noi. Noi spiegammo, esibimmo i documenti ed intanto erano quasi le 4. Capimmo che forse dette guardie erano state avvisate dall’impiegato del casello ed in ogni caso avevamo potuto far sorgere qualche sospetto.

Riandammo alla Stazione che era sempre chiusa, suonammo, si aprì uno sportello e ci chiesero… tante cose, alla fine ci fecero entrare ed andammo nella sala di aspetto dove non vi era ancora nessuno. Congelati: ci abbarbicammo ad un termosifone i cui primi effetti benefici arrivano dopo un po’ battendo sempre i denti.

Arrivati a Casale andammo poi da Don Aldo, ancora furioso, ma non gli dicemmo nulla. Solo io alcuni giorni dopo gli accennai e lui rispose secco qualcosa come dire: sono contento, vi sta bene!!!

Il Monferrato 2021 02 26 pag 31

Foto in evidenza: “Totoclassico”, una pubblicazione della classe di Gian Carlo Curti poco prima dell’esame di Stato (1953)

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