CulturaI pensieri di Gian Carlo CurtiStoria

ROMA S.P.Q.R. – Parte VI

Tito Livio (Padova 59 a.C. – Padova 17 d.C.), scrisse una storia monumentale di Roma: Ab Urbe condita. Dalla Fondazione di Roma, in 142 libri (ad essa si rifece anche a Polibio). Ci sono pervenuti solo 1-10, 21-45 (l’ultimo di questi lacunoso), pochi altri frammenti. Una perdita pertanto enorme. Egli vive pertanto il passaggio dalla antica Costituzione Repubblicana al Principato – all’Impero in cui Il cittadino romano perde la possibilità attiva di partecipazione alla vita della Comunità.

Tito Livio: Illustratore e lodatore della grandezza di Roma, difensore delle virtù patrie, osservante nei confronti della divinità, lodatore della moralità e dei principi che avevano caratterizzato il popolo romano e che riteneva ormai perduti.

Termino questo breve excursus con Roma ormai grande e solida potenza, ricordando Polibio.  Polibio, macedone, nato a Megalopoli (205-200, -123-118 a. C.). Comandante in capo della Lega Achea.  A Pidna (168 a.C.) Perseo re della Macedonia viene sconfitto e la famosa falange macedone sbaragliata: Polibio, con altri capi, viene fatto prigioniero e portato a Roma sotto la protezione del Console Lucio Emilio Paolo. La Grecia-Macedonia ha un sussulto di ribellione verso Roma, ma nel 146 viene sconfitta e Corinto viene presa e distrutta: inutilmente Polibio aveva messo in atto ogni tentativo di dissuasione in quanto Roma era “invincibile”. Polibio diventò una specie di plenipotenziario romano per le controversie fra le città del Peloponneso ed all’interno delle stesse città.

Polibio fu ammaliato ed affascinato dalla potente organizzazione di Roma e come essa avesse saputo reagire di fronte specie alle vittorie di Annibale e maggiormente dopo la sconfitta di Canne. Scrisse (in greco) nelle sue “Storie” che occorreva esaminare “…come e grazie a quale genere di struttura politica quasi tutto il mondo abitato sia stato assoggettato e sia caduto in nemmeno 53 anni sotto il dominio unico di Roma, fatto che non mi risulta essere mai avvenuto prima”: nel periodo cioè dal 220 al 168 a.C. dall’inizio della seconda guerra punica alla fine della terza guerra punica.  Dunque, l’importanza della Costituzione di uno Stato quale presupposto decisivo per il destino politico dello Stato stesso. Sempre Polibio “Ciò che risulta allo stesso tempo affascinante e vantaggioso per chi desidera imparare, è la osservazione delle cause e la scelta di ciò che è meglio in ciascun caso. Per ogni Stato si deve ritenere che la causa più importante di una riuscita felice o di un esito contrario sia la struttura costituzionale: non solo infatti, scaturiscono da questa, come da una sorgente, tutti i progetti ed i disegni di imprese, ma da questa essi sono anche portati a compimento””. Ed ancora Polibio: [verso Roma a chi amministra la cosa pubblica] “…pur maneggiando forti somme di denaro come magistrati o come legati, rispettano il loro dovere semplicemente in forza della parola data nei giuramenti”. Aspetto e comportamenti morali dei personaggi Romani al tempo.

 

(Fine – 6 di 6)

 

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